Aragosta è una delle etichette più rappresentative di Santa Maria La Palma, quella forse alla quale maggiormente deve il successo la cantina sociale: un Vermentino di Sardegna DOC fresco e beverino, di piacevolissima gradevolezza, il cui nome è un omaggio ad uno dei più grandi tesori della Riviera del Corallo, l’aragosta, che tanta parte ha nella cucina di questa parte dell’isola.
Nato nel lontano 1967, da allora ha collezionato riconoscimenti su riconoscimenti, ed è considerato uno dei migliori bianchi per rapporto qualità prezzo in Sardegna. L’aragosta è un crostaceo che ha particolare valore per la città catalana: qui in determinati periodi dell’anno è tradizione pescarla, e le sue carni delicate sono protagoniste di una delle più pregiate ricette dell’isola, l’aragosta alla catalana.
E’ stato il capostipite di una vera e propria linea di prodotti, di cui fanno parte la versione frizzante e quella spumante.
Aspetti produttivi dell’Aragosta
Aragosta nasce da giovani vigne esclusivamente di uve vermentino che i soci conferitori allevano per lo più a controspalliera nella piana della Nurra – comuni di Alghero e territorio di Santa Maria La Palma, Olmedo e Ittiri – su terreni eterogenei ma complessivamente a carattere calcareo, di origine alluvionale, battuti dal maestrale e perciò tenuti al riparo da malattie e rinfrescati alla sera dalle brezze che cariche di sale spirano dal mare. Il vermentino, in questa parte dell’isola, si contraddistingue proprio per la sua sapidità.
Le uve, una volta giunte a perfetta maturazione, normalmente durante la prima settmana di Settembre, sono colte e trasportate in cantina dove sono sottoposte a vinificazione in bianco mediante pigiatura e fermentazione alcolica della durata di due settimane in contenitori di acciaio inox, alla temperatura controllata di 16° C a contatto con le bucce e mediante inoculo di lieviti selezionati. Una volta conclusa la fermentazione, Aragosta matura per almeno due mesi in contenitori di acciaio, a contatto con le scorze dei lieviti nobili e smosso da frequenti batonnage, prima dell’affinamento finale in bottiglia e la messa in commercio.
La nostra analisi del vino
Aragosta si svela nel calice giallo paglierino tenue, quasi un bianco carta, contraddistinto da piacevoli riflessi verdolini e da buona vivacità.
Al naso regala sensazioni gentili di frutta a pasta bianca come la mela smith e quella renetta, fiori bianchi e di campo, come la camomilla e il caprifoglio, leggeri ricordi di erbe aromatiche delicate quali il timo e finissimi refoli salmastri.
In bocca Aragosta è un bianco gentile, di grande beveribilità, dal carattere fresco e dalla fine sapidità, caratterizzato da gentili aromi di bocca e da una gradevole persistenza che riporta la sensazione della frutta fresca a pasta bianca e delle erbe aromatiche come la melissa.
Qualche suggerimento di abbinamento
Aragosta è uno dei bianchi più rappresentativi della Riviera del Corallo, perfetto per un aperitivo alla sera, guardando il mare. A tavola accompagna degnamente la tracina al limone, il carpaccio di polpo, il brodo di pesce, il cous cous di verdure.













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