Descrizione
Il Grapariol Colfondo di Terre Grosse è uno dei vini più autentici e identitari dell’area del Piave, una versione moderna e vibrante di un vitigno storico come il Grapariol (Rabosina Bianca). Nel calice si presenta giallo paglierino carico, con il caratteristico aspetto velato dato dalla naturale rifermentazione in bottiglia.
La spuma cremosa e il perlage fine e persistente anticipano un profilo aromatico fresco e verticale. Le note fragranti di crosta di pane, ereditate dal fondo di lieviti, aprono a sentori di lime, pompelmo giallo, cedro, mela verde e zenzero, che raccontano la vivacità e la natura rustica del vitigno.
Al palato rivela una acidità decisa, immediata e croccante, che sostiene un sorso teso e scattante. L’effervescenza esalta la bevibilità, mentre la sapidità, sempre ben dosata, dona equilibrio. Ritornano gli agrumi percepiti al naso, seguiti da una nota ammandorlata finale, tipica dei vini rifermentati.
È un vino sincero e diretto, che esprime la sua natura sorso dopo sorso, evolvendo nel bicchiere con grande naturalezza. Versatile e schietto, rappresenta un modo genuino di interpretare il territorio, nato da un metodo produttivo rispettoso e da una forte identità stilistica.
Produttore: Terre Grosse
Produttore
Terre Grosse è una piccola realtà familiare nata nel territorio del Piave, in Veneto, e cresciuta attorno a una terra generosa e complessa. Oggi l’azienda è guidata da Nadia, Nicola, Denise e Linda, che hanno scelto una strada chiara: lavorare in modo rispettoso, consapevole e coerente, riportando al centro la vitalità del suolo e la qualità delle uve. L’azienda è certificata biologica dal 2018, ma la sensibilità ambientale fa parte della famiglia da molto più tempo.
Le famose “terre grosse”, da cui la cantina prende il nome, sono suoli scuri, argillosi, ricchi di humus e naturalmente fertili. Lì, le radici delle viti affondano in profondità e trovano nutrimento costante, dando origine a vini intensi, materici e dotati di grande equilibrio. È un ambiente vivo, che richiede cura quotidiana, osservazione costante e interventi mirati, sempre nel massimo rispetto dell’ecosistema.
In cantina si porta avanti una filosofia essenziale e trasparente: fermentazioni spontanee, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione, solforosa ridotta al minimo indispensabile e affinamenti lenti, spesso sulle fecce fini. Ogni vino viene accompagnato verso la sua espressione più naturale, senza interventi correttivi o eccessi tecnologici.












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